Grazie, Mario

Se volessimo spiegare, a chi non l’ha conosciuto, chi sia stato Mario Colombo, dovremmo dire: il cultore e il custode della storia resistenziale locale.

E forse questo non sarebbe sufficiente perché Mario, in tanti anni di appassionato lavoro di ricerca, ha portato alla luce i fatti, le idee, i sentimenti che hanno caratterizzato la nostra Comunità in un periodo senz’altro tragico ma nel quale già ci si preparava a vivere una stagione umana e politica che fosse più degna della persona.

Mario Colombo

“La mia partecipazione alla Resistenza” – ha detto infatti Mario – “è stata prima di tutto una decisione morale”. Questa frase riassume, da un lato, la sua figura di uomo rigoroso e deciso nel difendere l’integrità e l’onestà nei comportamenti e, dall’altro, spiega il suo impegno costante e puntuale nella costruzione di un archivio domestico di documenti, testimonianze e fotografie del periodo 1943-1945, impegno che si è concretizzato nel libro “Ribelli per la libertà”, una raccolta pregevole, oggi a disposizione di tutti.

Fondatore della sezione A.N.P.I. di Gorla Minore di cui era presidente, Mario è sempre stato una presenza attiva all’interno della nostra Comunità: soprattutto ha collaborato con le istituzioni e le scuole mettendo a disposizione conoscenze e ricordi, senza personalismi, bensì con quella umiltà che è propria di chi sa di avere un dovere da compiere e crede nella positività del messaggio che trasmette.

Noi gli dobbiamo molto: da lui abbiamo appreso una storia della Resistenza non segnata da intenti celebrativi ma attenta alla dimensione sociale ed esistenziale, nella quale il recupero della specificità della realtà locale ha messo in evidenza quanto sia stato incisivo l’impegno di quegli uomini “in piccolo” che non hanno lasciato diari della loro vita ma hanno fornito tasselli fondamentali al mosaico della storia nazionale.

Mario è stato un rappresentante pacato ma sicuramente luminoso di quei valori per i quali i nostri padri hanno combattuto e ci ha insegnato che, se vogliamo un ordine retto sulla pace, dobbiamo utilizzare strumenti pacifici perché esso si possa imporre in modo duraturo: di questo soprattutto dobbiamo essergli grati in tempi di forte instabilità che stanno sgretolando, come allora, equilibri e certezze ed occorre, come allora, una grande forza d’animo ed uno sforzo collettivo per affrontare morti, lutti e distruzioni: questa è la lezione più tenace che ci viene da Mario attraverso il recupero della memoria ed il suo atteggiamento consapevole e responsabile.